Parliamo di Agro-biodiversità

 

Agricoltura e biodiversità sono 2 temi profondamente legati.

Utilizziamo una felice definizione, coniata in ambito scientifico, di agro-biodiversità: “la ricchezza di varietà, razze, forme di vita e genotipi, nonché la presenza di diverse tipologie di habitat, di elementi strutturali (siepi, stagni, rocce, ecc.), di colture agrarie e modalità di gestione del paesaggio” (Büchs, 2003).

L’agro-biodiversità è quindi parte integrante della Biodiversità, che comprende tutte le componenti della diversità biologica che siano rilevanti per l’agricoltura: la varietà di animali, di piante e di microrganismi, di specie e di ecosistema, necessaria a sostenere le funzioni chiave degli agroecosistemi, la loro struttura e i processi e, quindi la produzione agricola. 

La FAO ha adottato una definizione decisamente più ampia di biodiversità, comprendendo una dimensione socio-economica e culturale, che considera le conoscente tradizionali come parte integrante dell’agro-biodiversità.

Da queste premesse, occorre evidenziare che, da una parte l’approccio moderno e industriale, che, dalla seconda metà del secolo scorso, caratterizza l’agricoltura, è una delle cause principali della perdita di biodiversità, non solo di quella agricola, ma a livello planetario. 

D’altro lato, proprio la agro-biodiversità, intesa come la ricchezza di varietà, razze, forme di vita e genotipi, di habitat, di elementi strutturali (siepi, stagni, rocce, ecc.) e di colture agrarie diversificate, è una condizione fondamentale perché l’agricoltura stessa possa sopravvivere.

Dal recupero e dalla tutela dell’Agro-biodiversità dipende il futuro dell’agricoltura, la possibilità di produrre cibo e quindi la sopravvivenza stessa dell’uomo!