Cartoline Biodiversitas

Nell’ambito del progetto “Biodiversitas, l’agrobiodiversità partecipata”, realizzato in partnership con il DISAA dell’Università di Milano e il Comune di Rovasenda, grazie alla collaborazione con il DBios dell’Università di Torino, sono state realizzate delle cartoline illustrative dedicate ad alcune specie di FARFALLE, ODONATI, CHIROTTERI E ANFIBI.

Le cartoline sono un utile strumento didattico, per avvicinarsi alle iniziative di Citizen Science di riconoscimento e monitoraggio della fauna degli agro-ecosistemi.

Un cofanetto con tutte le cartoline del progetto, verrà donato, fino ad esaurimento dei pezzi a chiunque chieda ed ottenga la qualifica di Cittadino Sostenitore di Polyculturae.

Il fronte di ogni cartolina contiene la foto ad alta definizione di un esemplare della specie, nel caso di specie dimorfa vi sarà la foto sia di un esemplare maschile sia di uno femminile, il nome scientifico e quello “volgare”, la famiglia di appartenenza e la diffusione.

Nel retro della cartoline tante informazioni preziose su habitat, periodo, caratteristiche del bruco e conservazione.

CLICCA e scopri le cartoline delle FARFALLE

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CLICCA e scopri le cartoline degli ANFIBI

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CLICCA e scopri le cartoline degli ODONATI

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CLICCA e scopri le cartoline dei CHIROTTERI

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Articoli Scientifici

ARTICOLI SCIENTIFICI SU POLYCULTURAE

Questa sezione del sito raccoglie e propone per la lettura tutte le pubblicazioni e gli articoli su riviste scientifiche internazionali che fanno riferimento al lavoro svolto da Polyculturae e dall’aziende socie.

PRIMO ARTICOLO

Validazione del contributo delle soluzioni agricole basate sulla natura (NBFS) ai valori dell’agrobiodiversità attraverso un approccio paesaggistico multiscala

«…. I risultati hanno suggerito un contributo positivo multiforme fornito dall’implementazione di NBFS e sono stati la base per orientare ulteriori strategie di implementazione di NBFS basate sull’analisi delle proprietà di vulnerabilità e resilienza del contesto

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SECONDO ARTICOLO

Il ruolo dell’agroforestazione nella risoluzione delle vulnerabilità dei paesaggi agricoli nel distretto della Pianura Padana

«…. I risultati confermano il ruolo della gestione agroforestale su scala aziendale come strumento di buffering, dimostrando come essa contribuisca al ripristino degli elementi di vulnerabilità paesaggistica su scala più ampia. L’approccio applicato fornisce valutazioni dei processi ecologici legati alla biodiversità con tempi e costi contenuti, l’accuratezza dei risultati si fonda sulla multiscalarità delle analisi.» 

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TERZO ARTICOLO

L’impatto delle specie vegetali aliene nelle coltivazioni di riso nell’Italia nordoccidentale

«I risultati hanno messo in evidenza un forte impoverimento floristico rispetto agli anni ‘50, maggiore α-diversità nelle aziende biologiche rispetto alle convenzionali […] Studi futuri, includendo altri siti e inquadrando il loro contesto territoriale-paesaggistico, potrebbero integrare ulteriormente questa panoramica sulla distribuzione e il comportamento delle specie esotiche nelle risaie, facilitando così la loro gestione strategica.» 

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QUARTO ARTICOLO

Paesaggi agricoli: un approccio basato su «struttura-processo-progettazione» per migliorarne la qualità ecologica e i servizi ecosistemici attraverso l’agroforestazione

«…. Abbiamo testato l’approccio agroforestale (inserimento di elementi paesaggistici e diversificazione delle colture) come strategia chiave per migliorare la qualità ecologica e i servizi ecosistemici, quantificando il suo contributo a scenari di progettazione contesto-specifici. »

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QUINTO ARTICOLO

Il contributo della gestione degli elementi caratteristici del paesaggio al turnover del carbonio organico del suolo in contesti agricoli

«…. il nostro studio ha confermato il ruolo delle aree naturali o seminaturali in contesti agricoli nello stoccaggio di Carbonio organico a lungo termine nel suolo, che dovrebbe essere abbinato alla gestione dei campi arabili (dove le frazioni labili del carbonio organico sono prevalenti). La qualità ecologica delle aree naturali è un fattore determinante per lo stoccaggio totale di carbonio organico a lungo termine. Una corretta gestione delle aree naturali è fondamentale per allineare gli obiettivi di mitigazione del cambiamento climatico con altri benefici ecologici.» 

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SESTO ARTICOLO

La qualità ecologico-paesaggistica di 2 diversi sistemi di gestione Agricola: Agroforestazione di Polyculturae versus Convenzionale

«…. I risultati hanno mostrato un comportamento ecologico separato dei due modelli. Il modello POLY ha mostrato prestazioni migliori, con contributi positivi significativi alla dotazione e alla diversità delle componenti forestali e seminaturali; diversità delle componenti agricole e loro metastabilità; diversità totale dell’azienda agricola, metastabilità, connettività e circuitazione

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SETTIMO ARTICOLO

Prestazioni produttive dell’agroforestazione verso aziende risicole convenzionali in condizioni di cambiamenti climatici: evidenze dalla pianura padana occidentale

«…. Confrontando aziende con il modello agricolo POLY (Polyculturae) con altre che adottano modelli biologici (ORG) e convenzionali (CV) in Pianura padana occidentale, durante l’evento climatico estremo del 2022 e nei cinque anni precedenti, le aziende POLY E ORG hanno mostrato una maggiore resilienza all’anomalia climatica del 2022. Le aziende agricole POLY hanno ottenuto aumenti di resa del 21-22 in contrasto con una diminuzione del 10% delle rese delle CV. Dal punto di vista gestionale le aziende agricole POLY hanno ottenuto risultati superiori in termini di efficienza, indicando un modello valido per affrontare le sfide agroambientali.»

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